Come interagisce la luce con le tue realizzazioni?

Il mio lavoro consiste nel mettere in relazione lo spazio, le persone e gli oggetti attraverso lo strumento LUCE. La scelta dell’illuminazione dipende, e a sua volta è influenzata, dalle forme, dai colori, dalle finiture presenti nell’ambiente e dall’atmosfera che l’ambiente deve emanare. Un lavoro discreto, poco appariscente in quanto “sistema (illumino)tecnico”, ma impattante, potente, e ben percepibile nell’ambiente, spazio, oggetto ecc. a cui è rivolto il progetto dell’illuminazione. Progetto che se autonomo, separato dalla materia che andrà a rivelare, non ha senso. La luce si vede solo se incontra una superficie e la superficie si vede solo se è illuminata. Il risultato di un progetto di illuminazione è il risultato dell’interpretazione discreta ma forte e mirata del progettista. In assenza di luce diurna infatti solo ciò che è illuminato artificialmente diventa visibile. Se ci si sofferma su questo aspetto diventa chiaro il ruolo del progettista della luce. Pensando alle scene teatrali non ci sono dubbi sull’impatto dell’illuminazione sull’atmosfera di una determinata scena ma nella vita di tutti i giorni e in spazi abitualmente ritenuti banali si pensa raramente che l’illuminazione potrebbe modificarne totalmente il senso e l’atmosfera.

 

La soddisfazione più grande del tuo lavoro di ogni giorno?

La soddisfazione più grande è sicuramente che il mio lavoro non mi annoia e se sono stanca o stufa è perché voglio fare tanto, a volte troppo. Poter fare un fare un lavoro così interessante e, secondo me, così essenziale e indispensabile mi sembra  un gran privilegio. Mi stupisco spesso del fatto che la professione del Lighting designer indipendente sia ancora così poco apprezzata e compresa. La libera professione è complessa ma bisogna tener duro. Negli oltre trent’anni di libera professione sono infatti riuscita a trovare un buon equilibrio tra il mandare avanti lo studio, pagare  i conti, realizzare progetti di qualità, collaborare con colleghe e colleghi motivati e lavorare per committenti che apprezzano il nostro lavoro. Certo, per anni non è stato così. Ma oggi lavorando principalmente per le pubbliche amministrazioni e intervenendo sugli spazi pubblici, una delle grandi soddisfazioni è rappresentata dal contribuire, al calar della sera, a rendere le città più interessanti, vivibili, confortevoli, sicure, attraenti e così via. 

 

Se dovessi riassumere il tuo modo di lavorare in tre aggettivi:

Passionale – ogni nuovo lavoro è come un nuovo amore, una nuova passione – ogni città per cui ho fatto un piano della luce è stata, durante  il progetto, quella dovrei avrei assolutamente voluto vivere.

Coinvolgente –  per me e per gli altri, siano essi collaboratori, colleghi, studenti, committenti, a volte mi stupisco anche io di quello che riesco a realizzare con il mio gruppo di lavoro e a far fare al committente.

Attento – ovvero professionale, curato, competente, grazie ad un gruppo di lavoro multidisciplinare e motivato.