Come interagisce la luce con le tue realizzazioni?

Nella mia attività coesistono due discipline, l’acustica e l’illuminotecnica, entrambe integrate nel progetto architettonico e declinate al servizio dei suoi fruitori. L’approccio alla luce è sempre molto coinvolgente; a seconda del contesto esistono fattori di natura normativa, costruttiva o economica che condizionano le scelte progettuali, ma l’obiettivo resta sempre lo stesso: emozionareÈ affascinante vedere come sia sufficiente posizionare diversamente una sorgente, per ottenere un effetto completamente diverso e donare ad un ambiente illuminato una forza che in precedenza non possedeva. È la prova che disegnando lo spazio si crea l’anima di un ambiente, plasmando la luce se ne definisce il carattere. Risulta quindi primaria l’importanza di coinvolgere sin dalle fasi iniziali un professionista specializzato, in modo che il progetto cresca in armonia e la luce possa definire lo spazio, valorizzare le finiture, sottolineare i dettagli, anziché essere semplice risposta alla necessità di illuminare un ambiente.

 

La soddisfazione più grande del tuo lavoro di ogni giorno?

Il fatto di trattare più materie rende le giornate sicuramente molto varie: i contesti in cui mi trovo ad operare sono molto eterogenei. L’aspetto più soddisfacente è proprio quello di integrare entrambe le discipline in un unico progetto e realizzare soluzioni studiate sia nell’aspetto illuminotecnico che acustico. Il comfort risultante, inteso come benessere nell’interagire con l’ambiente, ha un notevole impatto nella valutazione positiva dell’intero intervento e diviene un importante valore aggiunto. Tra le tematiche che verranno introdotte nella progettazione post-Covid, sia residenziale che lavorativa o riferita a luoghi di aggregazione in genere, la qualità del vivere lo spazio sarà prioritaria, non tanto in termini dimensionali quanto percettivi; la luce, con le potenzialità e le tecnologie di gestione e controllo di cui attualmente dispone, risulterà sempre più un indicatore di qualità del progetto. È estremamente stimolante poter essere parte di questa nuova visione.

 

Se dovessi riassumere il tuo modo di lavorare in tre aggettivi:

Curioso – La curiosità è linfa vitale. Nel lavoro amo fare ricerca di prodotti, materiali e soluzioni, spaziando da progetti architettonici al product design. Questa attività va al di là delle strette necessità formative professionali e permette di arricchire le mie competenze anche in altri ambiti.

Creativo – La creatività è strettamente legata alla sorpresa e all’emozione, è pensare qualcosa diversamente da dove o come è stato convenzionalmente previsto.

Olistico – Questo approccio è fondamentale per il mio studio in quanto prevede la multidisciplinarità e la visione di insieme del progetto finale, non come somma di singoli elementi, ma come risultato delle loro interazioni.

 

 

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